Referendum: 5 mesi di mobilitazione

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“Dal 20 maggio al 15 luglio – ha spiegato Matteo Renzi durante l’ultima direzione PD – lanciamo una mobilitazione permanente: quel giorno dovremo presentare le firme per il referendum costituzionale. Sono già presentate da deputati e senatori, formalmente il referendum è già in pista. Ma credo che sia giusto che il PD faccia quello che stanno facendo anche gli altri: andare piazza per piazza a chiedere comunque ai cittadini di mettere la firma sulla richiesta del referendum e diffondere il più possibile comitati dal basso”.

“I comitati dal basso” per il sì al referendum costituzionale “non costituiscono per niente un’ossatura di soggetto futuro perché il passato, presente e futuro si chiamano PD”.

“Facciamo cinque mesi di mobilitazione straordinaria del PD per vincere in quanti più comuni possibile e il referendum” con “la nostra forza interna se avremo il coraggio di non chiuderci nelle nostre diatribe interne. Dal giorno dopo, congresso. Nelle modalità che riterrete: a tesi o in altri modi, farlo durare tre mesi, sei mesi o un anno. Potrete scegliere l’arma con cui si gioca e ci potremo dire le cose in faccia: per me è fondamentale l’arma della franchezza”.

“Un minuto dopo il referendum se andrà bene come io credo, si deve continuare il percorso delle riforme, il 2017 avrà eventi internazionali ma contemporaneamente io aprirei la fase congressuale anticipando di qualche mese il congresso”.

Al prossimo congresso del PD “io ci sarò”.